Remote Software Engineer
TuringTuring apre posizioni per software engineer che vogliano mettere la propria esperienza al servizio della ricerca sui modelli di AI generativa, collaborando con i laboratori che sviluppano i sistemi di frontiera. Si tratta di un contratto con impegno orario flessibile, tra le 10 e le 40 ore a settimana, che richiede una sovrapposizione parziale con il fuso orario PST.
Ruolo
La figura si occupa di creare dataset destinati all'addestramento dei modelli, selezionando esempi di codice e scrivendo soluzioni in linguaggi diversi, e di valutare il codice prodotto dall'AI per migliorarne efficienza, scalabilità e affidabilità. Rientrano nel perimetro anche la collaborazione su soluzioni di coding basate su AI in contesti enterprise, la realizzazione di agenti dedicati al controllo della qualità e la progettazione di meccanismi di verifica automatica per i task di software engineering. Servono almeno tre anni di esperienza nello sviluppo software, competenza nelle applicazioni full stack e nel rilascio in produzione, una buona padronanza di architettura, design, debugging e valutazione della qualità del codice, insieme a capacità comunicative chiare.
Tecnologie
Python, JavaScript e ReactJS, C/C++, Java, Rust, Go.
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Informazioni su Turing
Turing è un'azienda statunitense con sede a San Francisco che lavora sull'avanzamento dei modelli di intelligenza artificiale. Nata come piattaforma per selezionare e gestire sviluppatori distribuiti in tutto il mondo per conto di aziende americane, negli anni ha spostato il proprio baricentro verso la ricerca applicata sui large language model: oggi collabora con i principali laboratori di AI mettendo a disposizione competenze umane specialistiche per addestrare, valutare e mettere alla prova i modelli di frontiera.
Il lavoro si articola su due fronti che si alimentano a vicenda. Da un lato la costruzione di dataset di qualità, dove professionisti con esperienza reale nel proprio campo producono esempi, soluzioni e casi limite che servono ad allenare i modelli su problemi concreti anziché su esercizi astratti. Dall'altro la valutazione del codice e delle risposte generate dall'AI, con l'obiettivo di misurarne affidabilità, efficienza e scalabilità e di progettare meccanismi di verifica automatica che reggano il carico di un contesto produttivo. Le collaborazioni sono tipicamente in regime di contratto, con impegno orario flessibile e possibilità di rinnovo in base ai risultati, e coinvolgono figure che continuano a esercitare la propria professione: ingegneri del software, ma anche specialisti di ambiti scientifici, medici e legali. Per chi sviluppa è un modo per vedere da vicino come vengono costruiti e messi alla prova i sistemi di AI generativa.
